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CONGO: VIOLENTATE 400 DONNE
Post n°70 pubblicato il 31 Agosto 2010 da Alberto_Giannino
Lo stupro di massa è stato spaventoso: 384 donne violentate in quattro giorni da bande di miliziani che hanno saccheggiato e devastato Luvungi, un villaggio nell’est della Repubblica Democratica del Congo, sulla strada che da Walikale porta a Kisangani (la vecchia Stanleyville). «Lo spettacolo che ci siamo trovati davanti è stato terribile. Le donne, violentate e bastonate davanti ai loro bambini e ai mariti, erano terrorizzate; piangevano a dirotto, quasi non badavano alle loro ferite. Alcune durante lo stupro sono state morsicate, altre selvaggiamente picchiate». Giorgio Trombatore è stato il primo a entrare a Luvungi. Sono stati quattro giorni di violenza cieca. Il villaggio è stato messo a sacco da mezzo migliaio di miliziani, che secondo l’ONU appartengono ai ribelli hutu ruandesi e ai gruppi di guerrieri tradizionali mai-mai (che vuol dire “acqua-acqua”, perché nella loro superstizione credono che i proiettili al contatto con la loro pelle si liquefacciano) .
MOLTE VITTIME FUGGITE NELLA GIUNGLA - Le donne sono state stuprate tre, quattro, dieci volte da uomini diversi. Più che uomini bisognerebbe chiamarli animali. «Finora ne abbiamo curate 384 - racconta Giorgio Trombatore che è capomissione e incaricato della sicurezza dell’organizzazione non governativa americana IMC (International Medical Corp) – ma continuano ad arrivare. Parecchie atterrite dalla violenza sono fuggite nella giungla e hanno paura a tornare per farsi curare ». Le canaglie hanno però fatto attenzione a una cosa: non hanno ammazzato nessuno, e non hanno distrutto niente. Hanno solo stuprato e razziato con una meticolosa crudeltà . In casi come questi normalmente i villaggi vengono distrutti e dati alle fiamme. L’impresa di inizio agosto appare invece più come un’azione mafiosa per terrorizzare gli abitanti del villaggio e costringerli all’obbedienza a qualche capo milizia locale. La zona è molto ricca di minerali e questa azione criminale potrebbe essere una rappresaglia, una vendetta nella guerra per il controllo delle risorse. Il raid degli stupratori è cominciato il 30 luglio ed è durato fino al 3 agosto.
RITARDO NEI SOCCORSI - Ma solo il 12 agosto le truppe della MONUSCO (la Missione delle Nazioni Unite per la Stabilizzazione del Congo), che pure hanno una base a 15 chilometri dal centro degli stupri, sono arrivate a Luvungi dove hanno trovato la disperazione, avvisate dall’IMC e da Giorgio Trombatore, che era già al lavoro per soccorre quanta più gente possibile. «Ci hanno avvertito il 12 agosto e il giorno successivo abbiamo inviato un gruppo di soldati per proteggere il villaggio e per aprire un’inchiesta. Eppure noi pattugliamo in continuazione quell’area. Nessuno dei civili che abbiamo incontrato in quei giorni o le autorità che abbiamo visto ci hanno detto nulla», si è scusato Madnodje Mounoubaye, portavoce della MONUSCO a Kinshasa. Ma è stato smentito subito dopo dalla portavoce di IMC, Margaret Aguirre secondo cui il coordinatore locale dell’organizzazione, Willie Cragin, già il 6 agosto aveva informato degli stupri a tappeto l’Ocha, l’ufficio dell’Onu che coordina gli affari umanitari. Riferisce Giorgio Trombatore: «Due o trecento uomini sono entrati nel villaggio. Hanno agito con un sangue freddo agghiacciante. Hanno tranquillizzato la popolazione, quasi fossero vecchi amici, raccontando che cercavano solo del cibo e volevano riposarsi, convincendola a non fuggire. Hanno così raccolto la fiducia della gente. Poche ore dopo, di notte e di soppiatto, è arrivato un altro gruppo di miliziani armati fino ai denti e a quel punto gli intrusi hanno cominciato a seviziare la gente e stuprare le donne. Ad alcune sono stati strappati i neonati dal seno immediatamente prima della violenza. In questi casi molte delle mogli vengono ripudiate dai mariti e quelle non sposate non trovano nessuno che le voglia. Noi quindi stiamo lavorando non solo per curare queste poverette ma anche per cercare di ricomporre le famiglie distrutte». La marmaglia di lanzichenecchi ha, tra l’altro, sistematicamente saccheggiato Luvungi e altri 16 piccoli villaggi intorno, poi è fuggita.
CONDANNA DI BAN KI-MOON E DELLA CLINTON - Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon, ha condannato l’attacco definendolo “oltraggioso” e ha immediatamente inviato sul posto Atul Khare, suo assistente per le operazioni di peacekeeping, e Margot Wallstrom, suo rappresentante speciale per le violenze sessuali. Indignata anche Hillary Clinton, Segretario di Stato americano: «Gli Stati Uniti faranno di tutto per impedire che si ripetano episodi del genere. Si deve assolutamente creare un ambiente sicuro per le donne e tutti civili che vivono nelle province orientali del Congo». La rivista Fund for Peace and Foreign Policy ha classificato la RDC tra i cinque Paesi del mondo dove lo Stato è praticamente inesistente.
Massimo A. Alberizzi CORRIERE.IT
30 agosto 2010
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